progettazione

Nella vita di tutti i giorni, quasi tutte le attività umane ricorrono, più o meno efficacemente, ad una progettazione cioè a mezzi, strategie ed azioni più opportune per raggiungere determinati fini.

Nel campo lavorativo, una corretta progettazione è un requisito indispensabile per la buona qualità del manufatto da realizzare e presuppone quindi la piena conoscenza dei fondamentali del campo di applicazione nonché l’analisi e presa di coscienza dei vari problemi reali che possono presentarsi non solo in corso di realizzazione d’opera, ma anche  nell’arco della  vita operativa del manufatto.

Infatti, gran parte dei malfunzionamenti di un manufatto o di un’opera durante il suo tempo di vita sono dovuti ad una cattiva o errata progettazione con effetti anche catastrofici sulla pubblica sicurezza.

La progettazione dunque, non deve essere improvvisata bensì deve essere affidata  a  personale altamente qualificato, specializzato e con un alto grado di esperienza alle spalle.

Secondo la logica di una produzione snella, efficiente ed organizzata  e di ottimizzazione dei costi, ci occupiamo di verificare a priori le possibilità attuabili (ovvero la realizzabilità di un progetto commissionato in termini di costi, metodologie e tecniche necessarie per soddisfare le richieste del Committente),  di conseguire le relative attività di ricerca ed infine di concretizzare l’ esigenza del Cliente partendo dalla progettazione del prodotto sino alla sua consegna.

La scarsa efficienza, la poca produttività e l’ inefficiente gestione logistica, sono spesso causa della perdita di competitività. Le industrie manifatturiere stanno sempre più portando alla luce la necessità di riorganizzare i processi produttivi ed organizzativi adottando il sistema di automazione.

Termine coniato nel 1952, dal rappresentare la semplice “meccanizzazione” e quindi un mero concetto di natura tecnica  è passato ad indicare  una complessa organizzazione avanzata, grazie principalmente allo sviluppo di nuove tecnologie, dell’ ingegneria meccanica, elettrica e del  controllo dei processi lavorativi, all’avvento del computer.

Oggi, l’automazione industriale  è arrivata ad un livello tale che le macchine oltre ad occuparsi di produzione possono anche occuparsi di  controllo dei processi  e di elaborazione dati  e le funzioni di controllo   si avvicinano molto alle capacità sensorie  oramai simili  a quelle umane.

Inoltre, con l’avvento del Testo Unico D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81  l’automazione è stata vista come una  risorsa utile per liberare i lavoratori dai lavori faticosi, pericolosi, rischiosi o troppo  ripetitivi e quindi poveri. D’altronde, si sa che la troppa meccanicità produce una “falsa sicurezza” di sé che può essere fatale sul posto di lavoro.  L’automazione consentirebbe quindi di contrastare da una parte l’impoverimento e la banalizzazione del lavoro prevedendo  un incremento della qualificazione dei lavoratori, e dall’altra meno fatica e più attenzione e responsabilità.

Sembrerebbe superfluo affermare che non esiste una automazione, bensì varie automazioni, ognuna diversa  e adattata a seconda  della struttura e della storia dell’azienda, dello stabilimento o dell’ufficio in cui la nuova tecnologia verrebbe introdotta. Ecco il motivo per cui, in questa fase  progettuale  avrebbe più senso parlare di risultati di scelte operate dall’azienda all’interno di molteplicità  di opzioni consentite dalle caratteristiche del sistema a cui la tecnologia andrebbe applicata.

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